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venerdì 15 maggio 2015

Montreux & Vevey

Questo ultimo ponte primaverile ho deciso di andare alla scoperta della Svizzera Romanda, il lato francese. La prima tappa è quindi stata Montreux.






 
Piccola cittadina  con un lungo lago spettacolare, in estate fanno il Festival del Jazz e in inverno un famoso mercatino di Natale. Io purtroppo ho beccato brutto tempo ma nonostante tutto ciò , ho potuto godere di  questo posto. Montreux ha regalato a personaggi celebri come Freddy Mercury (che deciso di passare l’ultimo periodo della sua vita  dopo aver saputo della sua malattia) momenti di tranquillità e pace. Altro segno di Freddy - a chi interessa la sua storia – si trova all’interno del Casino di Montreux. Sono i Queen Experience, praticamente gli studios  dove i Queen hanno inciso alcuni dei loro dischi.


 
Dopo aver fatto questo piccolo giro ho deciso di andare nella vicina Vevey per fare un saluto sulla tomba di Charles Chaplin e anche per fare una foto con la sua statua sul lungo lago vicino al museo dell’Alimentazione: qui il paesino ha avuto la grandiosa idea di piantare una forchetta nel lago proprio di fronte alla struttura.


 
Volevamo trovare anche la targa della casa dove visse un tempo Dosteievsky ma sotto la pioggia e la cartina non molto dettagliata non l’abbiamo trovata.
  
Mentre andate al cimitero per la tomba di Charles Chaplin vi troverete nelle vicinanze di un palazzone che ha fatto storia; si tratta della sede della Nestle, azienda che ci ha fatto crescere con le golosità più buone al mondo, almeno quando ero piccola credevo fosse così!
 


E dopo questa piccola fermata si parte per Lausanne e Yvoire. Al prossimo blog.

martedì 12 maggio 2015

Ginevra


Ginevra come tante città europee ha una vasta storia: è la seconda città per importanza in Svizzera dopo Zurigo ed è conosciuta principalmente per aver le sedi di organizzazioni di grande rilevanza internazionale come Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) tra le tante altre, circa una ventina. Questo perché la Svizzera è da tempo considerata una terra d’asilo. In passato  sono stati accolti i riformatori protestanti  come Guglielmo Farel e Giovanni Calvino. Addirittura  Lenin trovo rifugio  qui  nel 1917 prima della rivoluzione russa.

Questa città risale vede la sua fondazione già nel 58 secolo A. C. Viene nominata  da Giulio Cesare nel suo Del Bello Gallico. Ci sono passati  gli Elvetici, fu parte dell’ impero di Carlo Magno  ma successivamente passò al Sacro Romano Impero. Vi si stabilì il conte di Savoia arrivando nel 1798 quando Ginevra venne integrata nel territorio francese. Ma dopo un brevissimo periodo, Ginevra  si rivolse ai vecchi alleati elvetici e domandò l’annessione nella confederazione diventando effettiva nel 1815.

Quello che si può vedere per la città sono monumenti alla storia di questo meraviglioso luogo. Dal museo di Patek Phillippe, dove  regna l’eleganza e la meticolosità di artigiani d’un epoca e che ancora oggi portano alla gioia di pochi eletti (in quanto prezzi non molto accessibili) dei manufatti che fanno un lavoro importantissimo, quello di mostrarci il tempo. Il tempo che trascorre inevitabilmente ma con eleganza e raffinatezza.

Lasciando il museo di Patek e andando verso la vecchia città muraria, troviamo la Maison Tavel (la casa più antica di Ginevra). L’entrata è gratuita.

All’inizio non ho apprezzato molto questa casa ma poi andando ai piani superiori, ho trovato quello che cerco in tutte queste abitazioni antiche. Oggetti, arredamento per capire come si viveva un tempo: qui l’ho trovato. Poi molto interessante al piano più alto c’è un plastico con tutta la città di Ginevra molto interessante.












 

Avendo goduto d’una bella giornata non poteva mancare una bella passeggiata sul lago Lemano (erroneamente chiamato ancora oggi Lago di Ginevra) per andare a fare le foto al Jet d’eau, attrazione che rappresenta la città.


 

Una cosa molto interessante è che Ginevra è una delle città più verdi d’Europa: il 20% del territorio è costituito da aree verdi. Spesso viene definita la «città dei parchi».

 

E dopo per chiudere la nostra breve visita siamo andati a vedere da vicino la sede d’una Organizzazione che ha cambiato il mondo ….

  
 
 


Davanti al Palazzo delle Nazione Unite vediamo questo monumento che alcuni magari non lo capiscono ma ha la sua ragione; è un opera di Daniel Berset, e si tratta della sedia mutilata, è un simbolo della lotta  contro le mine antiuomo. Non poteva stare in un posto migliore per ricordarci sempre di questi eventi che ancora oggi succedono nel mondo.

 

Da vedere e da fare a Ginevra ci sarebbe tantissimo ma credo che ne approfitterò un altro weekend per scoprire cos’altro nasconde questa città.

Per chi è interessato a tutte le altre attività culturali che organizza la città ecco per voi un breve elenco di quelle più note.

 
 
 


Numerose manifestazioni hanno luogo lungo tutto l'arco dell'anno, tra le quali:

Bol d'or (giugno)
Lake Parade (luglio)
Musiques en été (luglio-agosto)
Fiera di Ginevra (novembre)
L'Escalade (dicembre)
Festival Arbres et Lumières (dicembre-gennaio)

 

 

Castello di Chillon ( Montreux)

Durante la mia visita a Montreux, sono andata a visitare il castello di Chillon; un castello medioevale che risale almeno al 1160 secondo le prime registrazioni ufficiali: fu di proprietà dei conti di Savoia.
Questo castello e arroccato letteralmente nella pietra. Nelle sue fondamenta si trovava la prigione Bonivard.




Questa prigione ha inoltre “ospitato” personaggi illustri come Lord Byron.
 
Salendo invece troviamo delle stanze decorate con pilastri di legno che hanno circa 600 anni e soffitti che superano gli 800 anni. Inoltre dei grandi cammini ove - come potete osservare - ci potevano cucinare anche un bue in quanto a dimensioni non si facevano problemi.


 
Ecco altre foto con oggetti di uso diario come il lavandino e la vasca da bagno.

 
Mi ha poi colpito molto questa stanza che, come spiegato dall’audio guida, troviamo per la prima volta le pareti dipinte di blu, cosa molto rara per quei tempi in quanto per ottenere  questo colore si frantumavano delle pietre preziose come lapislazzuli e quindi non era alla portata di tutti. Purtroppo le foto sono uscite troppe scure e quindi non le ho pubblicate.
 
Ecco altri scatti interessanti




 
E’ stata una visita molto gratificante da non mancare assolutamente.